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Un’alba antica

Sette anni fa nasceva millesecoli. Figlio di un pomeriggio freddo, di manciate di sogni adolescenziali, di torrenti di parole che andavano dette tutte e subito.

Fu sera e fu mattina, millesecoli imparò e raccolse e si pentì e si sfogò e si scusò e si moltiplicò ed esagerò, e infine ubriaco si fermò, perché quando si corre troppo il fiato nei polmoni, prima o poi, si spezza.

Una mattina fredda, millesecoli ha trovato pace tra queste rive, e ha deciso che questo era il posto giusto per continuare. Non c’è più l’adolescenza, non ci sono più i pomeriggi di scuola, non c’è più quell’entusiasmo ingenuo e scintillante. Molte cose sono cambiate, come inesorabilmente tutte le cose cambiano. Ma, facendo il conto di quello che invece è rimasto, direi che ce n’è più che abbastanza per continuare a scendere dentro questa storia, sorridendo, tra il cielo e la terra. Per mille secoli, almeno.

 

 

“Questa è nuova” dissi. “Allora credi anche nella luna?”
“La luna” disse Nuto, “bisogna crederci per forza.” 


One comment

  1. […] Animata di foscoliano ardore lo battezzo millesecoli, e per molti anni lo accudì con l’amore dedito e volubile, tipico delle infatuazioni […]



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