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Considerazioni a margine di un Prato

6 ottobre 2012

L’erba semi-alta, in questa stagione, è tenace e flessibile come non ti aspetteresti mai. Ti ci siedi sopra, e lei si assesta sotto il tuo peso cercando continuamente di scappare fuori, di infilarsi nelle tue scarpe, di sbucare da sotto i vestiti e ritornare a farsi avanti, dritta e lucida, con la forza tenace della sua massa compatta che non teme nulla, e si schiaccia e si piega, e poi torna in piedi, solida e irridente. Sicura di te, più forte di te.
Pizzica le schiene e i colli, non ha paura di nulla, l’erba semi-alta, in questa stagione. Appena ti alzi, dopo essertici seduto sopra, la guardi riprendere la sua forma, a prezzo solo di qualche macchia più chiara sparsa qua e là sui fili, di qualche cicatrice di linfa ancora visibile nel punto esatto in cui la fibra si è piegata e non ce l’ha fatta a resistere.
E’ bella, l’erba semi-alta in questa stagione. Bella e indifferente, tenace, sparge la sua lezione senza curarsi di noi che pure la strappiamo filo a filo, giochiamo ad annodarla, la decapitiamo a partire dalle punte, presi in altri vortici e rivolti ad altre direzioni. Lei, lucida e sana, sa benissimo che le cose importanti corrono a diversa intensità, che non bisogna fermarsi ai singoli fili decapitati, alle cicatrici gialline sparse qua e là lungo i corpi verdi e brillanti che sono solo erba, e sembrano universi. Lei lo sa benissimo che le cose importanti sono altre: non cedere, cercare la via di fuga, infilarsi (nel)le scarpe, rialzarsi. Rialzarsi, soprattutto. Lei si rialza, senza nemmeno chiedersi se esiste un’alternativa possibile. E ha ragione, lei. Ha ragione lei, che è solo erba, a sentirsi tanto più forte e più solida di noi.
A margine di un Prato, si può pensare alla lezione verde dell’erba. E si possono pensare infinite cose su di lei, e su di noi. Infiniti ricordi e infinite notti, infiniti momenti sotto il sole. I fili d’erba sono più o meno sempre gli stessi. E se si rialzano loro, solidi e sani grazie all’aria umida di questo ottobre bagnato, se si rialzano loro, tutti insieme, viene quasi naturale sperare che tutto possa, in qualche suo modo, risollevarsi e tornare a respirare. Tornare dritto e solido, vero, verde. Tornare ad essere, semplicemente, quello che è e che, nonostante tutto, non riesce a non essere.

 

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