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157. incrostazioni di chissà che viaggio

6 giugno 2011

 Carlo

Le goccioline, o la polvere sottile
che avevi sui capelli: incrostazioni
di chissà che viaggio. E poi il sorriso
e un modo di guardare: vento, cigno,
qualcosa di sconvolto. Pochissime le parole.
Sigarette, questo sì, brevi battute.
Muri coperti di scritte.
Sulla porta ho trovato un foglietto («DESASTER»)
e un mazzo di fiammiferi per dire che eri morto.

F. Pusterla

Oggi ho scoperto una pasticceria in cui le brioche costano settanta centesimi, un mondo sconosciuto di scale porte e segreti e poi questa poesia e il suo poeta. Oggi sono stata assonnata, preoccupata, e fortunata. Fortunata, forse, più di ogni altra cosa. Anche se, da qualche parte, c’è un filo di inquietudine che vibra, e di cui bisognerà individuare più da vicino l’origine. Per ora, però, mi rileggo questa poesia nuova nuova, e in qualche modo ho la sensazione che tutto, incredibilmente, abbia trovato un suo ordine. E che questa sia, davvero, solo fortuna.

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